E questo nella nostra famiglia.
Parte IV - Versione italiana

Arrivò il giorno in cui mi venne offerto un ruolo nella commedia “ Sogno di una notte di mezza estate” di W. Shakespeare.
Io dovevo recitare il ruolo di Demetrio e Livia il ruolo di Elena. Elena mi amava ed era innamorata di me mentre il mio cuore apparteneva solo ad Ermia, la quale da parte sua amava un altro uomo: Lisandro.

Lisandro doveva scambiare spesso dei baci con un’altra attrice e quasi alla fine della commedia io dovevo dare un bacio a Elena o meglio alla mia partner Livia. Prima di provare questa scena, misi la mano nella tasca e senza alcun commento, porsi lo spazzolino da denti e dentifricio a Livia.
Livia al momento reagì irritata dandomi una spinta così che rimasi con lo spazzolino in mano mentre il regista che aveva notato la scena incominciò a brontolare e a mormorare di non aver mai visto in tutta la sua carriera una stupidaggine del genere: “Sbrigatevi”, disse “ Non abbiamo tempo per una tale cretinata!”

Livia dopo qualche minuto riuscì a contenersi, prese lo spazzolino ed il dentifricio – ed io devo dire, il suo bacio aveva un buon sapore, sapeva di clorofilla.
Nonostante questi episodi che avrebbero allontanato da me qualsiasi normale ragazza, percepivo che Livia non rifiutava la mia vicinanza, si dava premura a rimanere il più lungo possibile nelle mie vicinanze. . Dal modo in cui lei, durante le nostre prove, mi teneva le mie mani, mi guardava o parlava con me, era possibile indovinare il suo stato d’animo, e dall’espressione del suo viso dopo che io con l’una o l’altra frase l’avevo offesa, percepire il suo stato d’animo e la sua grande delusione.
Naturalmente, io continuavo a declinare qualsiasi invito da parte sua che avrebbe potuto compromettermi, fino a che un giorno, prima di una ennesima prova , lei comparve improvvisamente con suo padre.
“Come non lo conosci?” domandò Mangiacane. “È Mister Roma . Ognuno a Roma lo conosce. A Roma è come un monumento vivente. Ogni città ha il suo mecenate. E Mr. Roma sponsorizza anche il nostro teatro. Nel passato è stato attore di cinema e teatro fino a che non ha avuto un grave incidente, o meglio detto un collasso psichico.
Da allora si è ritirato dal mondo dell’arte ed è diventato commerciante. Ha acquistato un grande magazzino di tessili. Ora dirige questa ditta insieme a sua moglie. Livia è la sua unica figlia.
“ Ma come è vestito domandai?”. “Intendi i colori? Si veste sempre così , è estroverso ed ha bisogno di elogio e approvazione, forse è per questo che si veste così: vestito mezzo blu e mezzo beige, una gamba blu e l’altra beige, camicia mezza blu, mezza beige, cravatta e cappello mezzo blu e mezzo beige e perfino le scarpe una blu ed una beige. Ma possono essere anche altri colori.
Lui i colori li cambia sempre. Se lo si guarda da un profilo, cioè a dire da un lato si ha l’impressione che sia vestito di un solo colore mentre dall’altro lato il colore cambia . Naturalmente tutti questi vestiti sono esclusivi e fatti a mano per lui da sarti teatrali e costano un patrimonio. Talvolta in estate si lascia portare a passeggio da una carrozza per le vie di Roma . Ed i cavalli devono indossare sul loro groppo delle gualdrappe metà blu e metà beige a secondo di come il signore è vestito. Ecco perché a Roma viene chiamato –Mister Roma.”
Ma ,al di fuori di questo suo esibizionismo, è una persona molto benvoluta, ha buoni contatti con registi,attori, scenografi e direttori di teatro ai quali fornisce i tessuti per l’arredamento delle scene . Secondo me è una fortuna che non sia rimasto a fare l’attore.

Ora la mia immagine di quel piccolo mondo ordinato che mi ero costruito incominciava a vacillare mentre rivolgevo il mio sguardo a Livia che da lontano mi chiamava:” Enzo vieni qui, ti voglio presentare mio padre. "
“Buongiorno giovanotto, da alcuni mesi Livia mi ha parlato di lei. Da quel che ho sentito,lei è una persona onesta ed un buon attore, e per questo io l’ammiro. Livia mi ha detto anche che lei è ragioniere ed io le posso dire come è difficile oggi trovare un persona di fiducia che ti cura gli interessi. Bisogna stare con gli occhi aperti, sempre, altrimenti tutti cercano di fregarti. Mi ha fatto molto piacere di conoscerla. Arrivederci e buona fortuna”. Arrivederci risposi e rimasi inchiodato non trovando niente altro da dire
.
Nel frattempo sono passati tre anni. Dr. Altobello non era riuscito, con mio rammarico, a sopravvivere ad un infarto che lo aveva colpito. Il mio studio all’Accademia era quasi terminato ed io stavo ancora cercando la breccia del successo.
L’amicizia con Livia continuava ancora, forse perché era lei a volerlo e si sa quando le donne s’impuntano è difficile farle cambiare opinione. Talvolta quando avevo bisogno di sfogarmi ed aprire il cuore telefonavo a Livia e lei correva subito da me, era come un container, dove io potevo buttare tutto quello che mi opprimeva, i miei problemi, le mie lamentele, i miei insuccessi, le mie delusioni, e lei recepiva tutto senza fare alcun commento negativo anzi cercava di tirarmi su. Poi per settimane mi dimenticavo di chiamarla.

“Vieni a casa mia almeno al mio compleanno il 25 novembre” mi disse durante una delle nostre rare telefonate, “Facciamo una piccola festa ed il tuo amico Mangiane ...viene anche lui.” Le risposi che ci avrei pensato e dimenticai subito tutto. Un giorno mi arrivò una chiamata di un regista di teatro che era alla ricerca di un protagonista in una sua commedia ovvero “A qualcuno piace caldo” di Billy Wilder. Mi precipitai al Teatro Vittoria a Piazza Santa Maria Liberatrice. Il regista mi stava aspettando. “Siete arrivato . Vogliamo iniziare stasera con le prove. Mister Roma mi ha parlato di lei. Sicuramente avete già letto il copione o visto già il film. Cerchiamo qualcuno che interpreti il ruolo di Jerry.” Intendete dire di quell’interprete vestito da donna che riesce a far innamorare il miliardario Osgood, fino a sposarlo?".

“Si proprio quello, vedo che conoscete già questo pezzo.” Questo ruolo non mi piaceva tanto poiché io dovevo flirtare con un attore vecchio e bruttissimo.
Ed il ruolo di Joe? domandai“ quello è già occupato.” Eh già, mi pareva ,risposi. (Joe era quello che doveva sedurre Sugar,una bella ragazza alla Marilyn.
“Avete interesse o no ?” chiese il regista. “Si, si ,risposi di mala voglia, non avendo altra chance.”

Le prove durarono da settembre fino a quasi alla fine di novembre e durante l’ultima prova il regista insisteva che avrei dovuto dare un bacio a Osggod.
“E senza dentifricio né spazzolino da denti mi disse.”
“Non capisci Osgood??, sono un uomo!” Dissi , vestito da donna, durante la mia ultima prova.
Dalla sala salirono le risate dei miei colleghi che si divertivano a vedere questa scena. “Sono un uomo “ continuai e Osgoo: “Nessuno è perfetto” poi si precipitò su di me e posò la sua bocca sulla mia dandomi un forte bacio.
Cercai di oppormi e di liberarmi dalla sua stretta, mentre lui mi stringeva sempre di più, sentivo il suo alito cattivo su tutta la mia faccia. Non mollava la presa fino a che non ebbi la sua dentiera sulle mie labbra. Allora fu la fine. Gli diedi uno strattone ed una forte spinta che lui volò giù dal palco ed andò a cadere tra gli spettatori, mentre la maledetta dentiera era ancora incollata sulle mie labbra.
Con le parole “Fuori da qui, delinquente“ il regista mi buttò fuori dal teatro.
Mi ritrovai sulla strada sotto la pioggia, in tutto quel trambusto il mio impermeabile era rimasto al teatro.

Era inverno e faceva molto freddo. Tutto bagnato com’ero percorsi tutta la via Marmorata fino al Ponte di Sublicio. Lì mi fermai ,mi appoggiai alla ringhiera e con lo sguardo fisso guardavo le acque turbolente del Tevere. L’acqua piovana ora aveva attraversato tutti i miei vestiti ed era entrata anche nelle mie scarpe.
Intenzionalmente non volevo cercare alcun rifugio,non era mia intenzione cercare un rifugio, desideravo essere solo, con questo tempo maledetto che rispecchiava esattamente il mio stato d’animo.

Tirai dalla mia giacca il mio contratto di lavoro con il teatro della Vittoria e lo buttai nelle acque del Tevere. Solo allora, mi ricordai che era il 25 Novembre e che era il compleanno di Livia!. Percorsi di corsa il Lungotevere fino a Piazza Renzi dove Livia abitava.

Mi accolse come una madre accoglie un figlio che ritorna dalla guerra. Mi lasciò andare nel bagno dove io mi liberai di tutti i miei vestiti bagnati.
Livia mi portò un paio di pantaloni ed un pullover di suo padre.
Vestito a due colori, mezzo ocra e mezzo nero, mi osservai allo specchio e riconobbi in me il clown della Commedia Veneziana.

Una leggenda era crollata! Essere attore di teatro era diventato ora per me, più lontano della luna .

Piano piano mi avvicinai al soggiorno. Ma già dal corridoio ,potevo udire la voce stridente di Mangiacane che raccontava una delle sue ultime barzellette.
Entrai nel salone, dove minuti prima tutti ridevano ed ora era improvvisamente silenzio assoluto. Suo padre mi venne incontro e cercò di confortarmi, la madre continuava a dire che avrei dovuto bere questa o quella bevanda calda per non raffreddarmi, Livia stava ferma seduta in un angolo e nei suoi occhi spuntarono le lacrime. Anche Mangiacane aveva finito di scherzare ed ora stava in silenzio , non l’avevo mai visto così, era un silenzio che faceva paura.

Più tardi, si mangiò e si bevve,si mangiò e si bevve ancora.. : Vino dei castelli e grappa, grappa e vino fino a quando Mangiacane non riuscì più a resistere e disse:
“ Ma non hai visto Enzo che Osgood oltre alla dentiera aveva anche un toupet con le ventose ed un occhio di vetro?
La sera prima d’andare a letto con il suo amico, aveva bisogno di un’officina per il demontaggio? “
Ma ormai non mi interessava più niente: ero già ubriaco. A notte fonda pernottammo da Livia ed il mattino dopo Mangiacane fù il primo a venire nella mia stanza per congratularsi con me.

“Perchè?” domandai. “Come? Non ti ricordi niente”?
“Ieri sera ti sei fidanzato ufficialmente con Livia”
Cosa?

“Si, e questo non è tutto, hai anche accettato l’offerta del padre a lavorare nella sua azienda. Buongiorno ragioniere”

Da allora sono passati venti anni. Mio suocero nel frattempo è morto ed io sono diventato proprietario dell’azienda. Molti teatri di Roma e dintorni vengono forniti con le mie stoffe. Il mio cuore batte forte ancora se penso alla carriera di attore, per questo, aiuto finanziariamente anche una scuola privata che addestra giovani attori per il teatro.
Livia ed io ci comprendiamo, abbiamo un figlio, Enrico, che è tutto il nostro orgoglio. È un bel ragazzo e dopo la sua maturità vorrei studiasse economia e commercio. Sarei disposto a mantenerlo a qualsiasi Università anche alla Bocconi di Milano se vuole.
La nostra casa è diventata ora centro di raduno di studenti e studentesse che si interessano di nostro figlio. Egli flirta, amoreggia e bacia con disinvoltura le ragazze, dice mia moglie.
Io ho grandi piani per lui, un giorno dovrà assumere le redini della mia azienda e se possibile ampliarla.

Ma un giorno Enrico arriva nella nostra stanza da letto . Livia ed io ci eravamo un po’ appoggiati sul letto per una piccola siesta pomeridiana.
“Papà” disse tutto d’un fiato “Voglio svelarti un segreto: il mio studio non mi piace, mi è antipatico noioso ed arido. Voglio diventare attore.”
Per un momento restai senza respiro poi gridai :“Incredibile” mentre il colore della mia pelle diventava sempre più pallido.
E rivolgendomi a Livia: “Hai sentito? Ma questo è matto!”
Livia non rispose e continuava a restare in silenzio.

“E la mia azienda, la mia ditta, i miei contatti, tutto quello che sono riuscito a costruire in tutti questi anni… dove andrà a finire?”
“Ma papà, tu aiuti giovani attori e poi a me che sono tuo figlio non permetti di studiare teatro. “
“Ma sì,è proprio per questo , perché so che sei mio figlio e voglio che tu abbia una vita tranquilla, sicura, non capisci?”
Livia abbandonò la stanza da letto . Mentre io a passi svelti non smettevo di andare avanti ed indietro nella stanza. Dalla mia bocca ripetevo ora una sola frase:
“ E questo nella nostra famiglia!”- “E questo nella nostra famiglia”.
Poi improvvisamente mi venne in mente qualcosa e gridai: “Livia , Livia, ma nostro figlio sa baciare?”
ENDE